11/07/18 17:52 - Insider trading su Opa, sei richieste di processo per manager e avvocati

MILANO (Reuters) - La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di sei persone, fra manager di banche d'affari, avvocati di studi legali d'affari e un ufficiale della Gdf, dopo la conclusione dell'inchiesta che ipotizza una serie di insider trading che nel biennio 2012-2014 avrebbero sfruttato in Borsa notizie privilegiate su alcune Opa.

Lo hanno riferito fonti a conoscenza del dossier, mentre gli avvocati degli imputati, contattati da Reuters, non hanno rilasciato commenti.

Ora il Tribunale dovrà fissare la data di una udienza preliminare al termine della quale un Gup deciderà se prosciogliere o rinviare a giudizio per associazione a delinquere (anche se un Gip in una ordinanza di misura coercitiva e sequestro fece cadere questo reato mesi fa) e insider trading Germano Urgeghe (ancora agli arresti domiciliari), avvocato nello studio Cordeiro Guerra ed ex ufficiale della Finanza, l'avvocato Damiano Tomassini e Marco Cecchini, all'epoca membro del credit risk management di Mediobanca; per un episodio di insider trading Luca Vestini, all'epoca membro dello studio legale Bonelli Erede Pappalardo, e Alessandro Ronchini, all'epoca membro dello studio legale Pedersoli; e per rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento il tenente della Guardia di Finanza Marco Giuseppe La Mela, che l'accusa ritiene avesse rivelato a Urgeghe l'esistenza dell'indagine e di intercettazioni telefoniche in atto.

L'inchiesta penale, condotta dai pm Giordano Baggio e Gianfranco Gallo, ha origine con la segnalazione effettuata dalla Consob nel gennaio 2016 su alcune anomalie riscontrate dall'autorità negli anni 2012, 2013 e 2014 su alcune operazioni in serie di acquisto di titoli di società quotate immediatamente precedenti al lancio di Opa sulle stesse società, e sulla successiva rivendita dei titoli in tempi immediatamente successivi alla comunicazione obbligatoria al pubblico dell'Opa. Con conseguente realizzazione di "significative e lucrose plusvalenze".

L'indagine emerse a fine gennaio 2018 con l'arresto di Urgeghe e il sequestro ai fini di confisca di 878.000 euro.

Le operazioni al centro del procedimento sono l'Opa di Edizione Holding su Benetton (2012), quella di Docomo Deutschland su Buongiorno (2012), di Pai Partners su Marcolin (2012), l'Opa di Salini su Impregilo (2013), quella di Vodafone su Cobra Automotive Technologies (2014), quella di Bollorè su Havas (2014).

Per Urgeghe, Damiano Tomassini e Cecchini la procura ipotizza anche il reato di associazione a delinquere perché l'accusa sostiene si sarebbero associati stabilmente per acquisire informazioni privilegiate su "operazioni straordinarie" su società quotate in borsa, che "scambiavano fra di loro" ed "effettuavano acquisti azionari sulla base delle informazioni acquisite nonché raccomandavano e/o inducevano terzi ad effettuare acquisti di titoli azionari, remuneravano le fonti primarie di informazione e richiedevano remunerazione a soggetti terzi quale prezzo per le raccomandazioni" sugli investimenti.

Dei nove indagati iniziali infine, la procura ha deciso di non chiedere il rinvio a giudizio di Antonio Tomassini, fratello di Damiano, ritenuto estraneo ai fatti e per il quale si va verso un provvedimento di archiviazione. E di stralciare le posizioni di Riccardo Sangiorgi, all'epoca membro dello studio professionale Legance, e di Francesco Maldese, all'epoca membro del credit risk management di Mediobanca.

(Emilio Parodi)

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