11/07/19 15:13 - Consiglieri Trump vedono in scontro con Cina punto di forza per voto 2020

WASHINGTON (Reuters) - Mentre riprendono i negoziati tra Usa e Cina, i consiglieri di Donald Trump si dicono fiduciosi che il presidente degli Stati Uniti farà della sua posizione contro Pechino il cavallo di battaglia per le elezioni del 2020, nonostante alcune concessioni e senza accordo in vista.

Durante un incontro in Giappone lo scorso mese al G20 di Osaka, Trump e il presidente cinese Xi Jinping hanno concordato una tregua commerciale nella disputa che si protrae da un anno tra le due super potenze, grazie soprattutto alla promessa di Trump non aumentare i dazi sui prodotti cinesi e di allentare le restrizioni sul gigante delle telecomunicazioni Huawei.

L'accordo stretto ad Osaka ha riavviato i negoziati dopo un periodo di stallo iniziato a maggio.

Nessuna scadenza è stata tuttavia fissata per la fine del processo, lasciando aperta la possibilità che la negoziazione si protragga fino all'anno prossimo e sfoci nel bel mezzo della corsa alle prossime elezioni presidenziali.

"Penso che saremo nel 2020 prima che ci sia una soluzione", ha detto Steve Bannon, ex chief strategist alla Casa Bianca sotto l'amministrazione Trump, che invoca la linea dura contro Pechino.

"Penso che questo lo aiuterà politicamente", ha aggiunto.

Gli Stati Uniti chiedono che la Cina cambi quelle che considera delle pratiche commerciali sleali, tra cui furto della proprietà intellettuale, trasferimento tecnologico forzato delle compagnie statunitensi alle loro controparti cinesi, supporto alle imprese statali e manipolazione valutaria.

Trump ha imposto il 25% dei dazi su 250 miliardi di dollari di prodotti cinesi e ha promesso di accettare un accordo con Pechino che includa riforme strutturali sul modus operandi del business cinese.

La linea dura contro la Cina assunta dal tycoon durante le elezioni del 2016 gli aveva già fatto guadagnare consensi, e vi è possibilità che questo si ripeta nelle elezioni del 2020.

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